In occasione dei vent’anni della metropolitana di Torino, La Stampa racconta la storia di Lara Ladu, voce degli annunci della Linea 1 e professionista della comunicazione, della radio e del podcasting.

Ci sono storie che nascono quasi per caso e che, senza che ce ne accorgiamo, finiscono per accompagnare la vita quotidiana di migliaia di persone.

In occasione dei vent’anni della metropolitana di Torino, il quotidiano La Stampa ha scelto di raccontare una parte importante del mio percorso professionale: quella che mi ha portata a diventare la voce degli annunci della prima metropolitana automatica d’Italia.

Una voce che ogni giorno annuncia fermate, coincidenze e informazioni di servizio a migliaia di passeggeri, ma che per molti anni è rimasta semplicemente una presenza familiare, senza un volto.

La mia storia con la metropolitana è iniziata nel 2002, quando entrai a lavorare nell’azienda che allora seguiva la realizzazione di un progetto destinato a trasformare profondamente la mobilità cittadina. Pochi anni dopo, durante le fasi di collaudo dei primi treni automatici, mi venne chiesto di registrare gli annunci sonori che ancora oggi accompagnano il viaggio dei passeggeri.

Quella che inizialmente sembrava una necessità tecnica è diventata nel tempo una parte significativa della mia identità professionale.

Da torinese, ho sempre guardato alla metropolitana come a un’infrastruttura capace di cambiare il volto della città. Aver avuto la possibilità di contribuire prima alla sua costruzione e poi al suo esercizio rappresenta per me un privilegio raro.

In questi anni ho cercato di costruire un percorso professionale capace di mettere in dialogo mondi apparentemente lontani: da una parte la comunicazione, la radio, il podcasting e il lavoro sulla voce; dall’altra il contesto tecnico e infrastrutturale legato alla progettazione e alla realizzazione di grandi opere pubbliche.

L’articolo pubblicato da La Stampa racconta proprio questo equilibrio: una storia fatta di cantieri, tecnologia, trasporto pubblico, accessibilità e comunicazione.

Racconta anche un legame profondo con Torino, una città che ho avuto il privilegio di vedere trasformarsi negli anni, sia in superficie sia nel suo sottosuolo.

Desidero ringraziare tutti i colleghi e le persone con cui ho condiviso questo percorso professionale. Ogni progetto è sempre il risultato di un lavoro collettivo, e la metropolitana di Torino ne è uno degli esempi più significativi.

A vent’anni dall’inaugurazione della Linea 1, resta un privilegio per me aver dato una voce umana alla prima metropolitana automatica d’Italia e senza autista a bordo.

Perché dietro ogni annuncio, ogni “Prossima stazione…“, c’è una storia fatta di passione, competenza e amore per la propria città.

Un ringraziamento speciale a Diego Molino, autore dell’articolo pubblicato su La Stampa, per aver raccontato con sensibilità e attenzione questa storia professionale e personale, e a Daniele Solavaggione per le fotografie che hanno accompagnato il servizio.

Leggi l’articolo qui: https://www.lastampa.it/torino/2026/02/18/news/voce_metro_torino_lara_ladu_storia-15513367/

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